Sport

Non c’è pace per Sinner, non solo Alcaraz: umiliazione record

Jannik Sinner
Non c'è pace per Sinner, non solo Alcaraz: umiliazione record - siciliapodistica.it (foto: profilo X Sinner)

Il 2026 di Jannik Sinner è cominciato con il freno tirato, mentre Alcaraz avanza imperterrito verso l’Olimpo. Per l’azzurro è arrivata un’altra umiliazione.

Il tennis mondiale ha inaugurato il 2026 con una gerarchia che, almeno in questo primo scorcio di stagione, appare meno equilibrata di quanto le proiezioni di fine anno lasciassero presagire. Il dualismo tra Carlos Alcaraz e Jannik Sinner, pur restando il fulcro narrativo del circuito ATP, sta vivendo una fase di asimmetria marcata, dettata da una condizione psicofisica diametralmente opposta. Carlos Alcaraz sta attraversando uno stato di grazia che rasenta la perfezione: il trionfo agli Australian Open, arrivato piegando Novak Djokovic in finale, gli ha permesso di completare il Career Grand Slam a soli 22 anni, un’impresa che lo proietta definitivamente nell’Olimpo del tennis. Non pago, lo spagnolo ha ribadito la propria dittatura tecnica dominando il torneo di Doha, vincendo il titolo senza cedere nemmeno un set e portando la sua striscia di vittorie consecutive a dodici match.

Di contro, Jannik Sinner sta vivendo un avvio di 2026 più opaco del previsto. Sebbene la semifinale raggiunta a Melbourne contro Djokovic non possa essere definita un fallimento, la successiva eliminazione ai quarti di finale a Doha per mano del giovane Jakub Mensik ha evidenziato una fase di calo fisiologica che l’azzurro stesso ha ammesso con onestà. Questa forbice di risultati si riflette pesantemente su un ranking ATP che oggi vede Alcaraz saldamente al comando con 13.550 punti, mentre Sinner insegue a distanza con 10.400. Un divario di oltre tremila punti che non riflette solo i titoli in bacheca, ma una diversa capacità di gestire le insidie dei primi turni. Tuttavia, mentre i due si sfidano per la supremazia, emerge un’anomalia statistica che riscrive le abitudini tattiche dei top 20, un primato che l’azzurro, nonostante la sua proverbiale solidità, non può che restare a guardare.

Medvedev da record: quando il rovescio diventa rifugio e attacco

Un’analisi approfondita condotta sui 180.666 colpi giocati dai migliori venti tennisti al mondo nelle ultime 52 settimane ha svelato un dato sorprendente in merito alla frequenza d’uso dei fondamentali di dritto e rovescio. In un circuito moderno dove il dritto è considerato l’arma di distruzione di massa per eccellenza – con una media d’impiego del 53,9% tra i top 20 – esiste un’unica, clamorosa eccezione: Daniil Medvedev. Il russo è infatti l’unico giocatore della classe d’élite a colpire più rovesci che dritti, fermandosi a una quota di appena il 45,7% per quanto riguarda il dritto.

Danil Mevdevev

Medvedev da record: quando il rovescio diventa rifugio e attacco – sicialiapodistica.it (foto: profilo IG Mevdevev)

Questa controtendenza di Medvedev si inserisce in un panorama dove Sinner e Alcaraz, pur con sfumature diverse, restano fedeli alla supremazia del dritto: l’azzurro si attesta su un equilibrato 51,5%, mentre lo spagnolo sale al 55,3%. Al vertice di questa specifica classifica troviamo Felix Auger-Aliassime, che spinge il dritto fino al 59,0% delle occorrenze, seguito dal servizio e dritto esplosivo di Ben Shelton al 57,2%.  Anche l’unico interprete del rovescio a una mano nella top 20, Lorenzo Musetti, sceglie il dritto nel 55,5% dei casi, a dimostrazione di come la diagonale sinistra sia spesso vista come una fase di contenimento più che di chiusura.

Il dato di Medvedev non è però una semplice curiosità statistica, ma il riflesso di una scelta tattica deliberata. Dopo un 2025 complicato, il russo ha deciso di “rifugiarsi” nel suo colpo più solido, il rovescio, utilizzandolo non solo come scudo ma come perno centrale del suo gioco, arrivando a girare attorno alla palla per colpirla dal lato sinistro anche in posizioni centrali. Una strategia diametralmente opposta a quella di specialisti come Djokovic (51,7% di dritti) o Zverev (51,4%), che pur possedendo rovesci leggendari, mantengono una leggera preferenza per il lato destro.

Change privacy settings
×