Pogacar non ha bisogno di presentazioni e il suo 2026 sta per cominciare. L’esordio però è bagnato di lacrime ed è tutta colpa dell’Italia.
Il ciclismo contemporaneo ha smesso da tempo di cercare termini di paragone per Tadej Pogacar. Lo sloveno, che oggi siede sul trono mondiale con la maglia iridata saldamente sulle spalle, ha trasformato la competizione in una forma d’arte solitaria, riscrivendo i confini del possibile ogni volta che attacca il numero sulla schiena. Il suo 2025 è stato un compendio di onnipotenza sportiva: dal dominio al Tour de France alla sesta perla consecutiva ne Il Lombardia, passando per il trionfo nelle Fiandre e una maglia arcobaleno conquistata con una fuga d’altri tempi. Pogacar non corre contro gli avversari, corre contro la storia, e il suo esordio stagionale, fissato per sabato 7 marzo 2026, non è un semplice rientro alle corse, ma l’inizio di una caccia dichiarata al “poker” leggendario in quella che è ormai considerata la sesta classica monumento: la Strade Bianche.
L’attesa per il debutto del fenomeno della UAE Team Emirates è febbrile. La “Classica del Nord più a Sud d’Europa” rappresenta il terreno ideale per le sue doti da funambolo dello sterrato, un palcoscenico dove la fatica si mescola alla bellezza dei paesaggi toscani. Pogacar arriva a questo appuntamento con la consapevolezza di chi ha già domato le colline senesi in tre occasioni diverse (2022, 2024 e 2025), dimostrando una versatilità che lo accosta ai nomi più sacri del pedale. Ma se i suoi record parlano di distacchi abissali e medie orarie da capogiro, l’edizione del 2026 assume un significato che va oltre il semplice risultato agonistico, entrando direttamente nella toponomastica del ciclismo mondiale.
Il sigillo su Colle Pinzuto: Pogacar diventa leggenda
Oggi, giovedì 26 febbraio 2026, l’organizzazione delle Strade Bianche ha ufficializzato un riconoscimento che eleva Tadej Pogacar allo status di divinità immortale delle terre di Siena. Al fuoriclasse sloveno è stato infatti intitolato il tratto di sterrato di Colle Pinzuto, uno dei segmenti più famosi e tecnicamente complessi dell’intero percorso. Si tratta di un omaggio riservato solo a chi è stato capace di vincere la corsa per almeno tre volte, un club esclusivo che fino a ieri vedeva come unico membro la Fabian Cancellara. Mentre a Cancellara è dedicato il tratto di Monte Sante Marie, Pogacar legherà per sempre il suo nome alle pendenze di Colle Pinzuto, proprio dove nel 2025 sferrò l’attacco decisivo per stroncare la resistenza di Tom Pidcock, nonostante una caduta che ne aveva messo a rischio la tenuta fisica.

Il sigillo su Colle Pinzuto: Pogacar diventa leggenda – siciliapodistica.it (foto: profilo IG Pogacar)
Il legame tra Pogacar e questi sentieri di ghiaia è viscerale. Se nel 2022 e nel 2024 i suoi assoli d’antologia erano partiti proprio dal Monte Sante Marie con fughe solitarie di oltre 80 chilometri, è stato il trionfo del 2025 a consacrare definitivamente la sua capacità di soffrire e reagire agli imprevisti. Dedicargli il Colle Pinzuto non è solo un atto formale, ma il riconoscimento di una superiorità che ha cambiato il modo di interpretare questa corsa. Sabato 7 marzo, quando il gruppo approccerà le rampe polverose del suo tratto, Pogacar non sarà solo un corridore a caccia del quarto successo, ma l’unico uomo capace di pedalare sulla “sua” strada, cercando di superare anche il record di successi di Cancellara per restare, ancora una volta, l’unico padrone assoluto di Piazza del Campo.








