La guerra ha raggiunto il Golfo con continue rappresaglie sui cieli del Medio Oriente. In casa Ferrari è calato il gelo e il Mondiale è a serio rischio.
Il 2025 è stato un anno di ferite profonde per la gestione sportiva di Maranello, un’annata che i Tifosi hanno faticato a digerire tra le difficoltà di adattamento di Lewis Hamilton alla SF-25 e un quarto posto nel mondiale costruttori che sapeva di resa. Tuttavia, l’alba del 2026 sembrava aver rimescolato le carte: i test prestagionali hanno restituito l’immagine di una Ferrari rigenerata. La SF-26, con il suo nuovo cuore ibrido e linee aerodinamiche audaci, ha dominato i cronometri in Bahrain, con Charles Leclerc capace di siglare il miglior tempo assoluto. Ma proprio mentre l’entusiasmo per il ritorno alla competitività stava contagiando il paddock di Sakhir, la realtà fuori dal circuito ha preso brutalmente il sopravvento. L’atmosfera elettrica del deserto è stata squarciata dall’improvvisa escalation militare che ha travolto i Paesi del Golfo, trasformando il tempio della velocità in un crocevia d’incertezza e paura.
L’ottimismo tecnico si è scontrato frontalmente con lo scoppio delle ostilità, che non hanno risparmiato il Bahrain. Quello che doveva essere il teatro del rilancio ferrarista è diventato il punto di partenza di una crisi che mette ora in discussione l’intero assetto del calendario internazionale. La Formula 1 si ritrova a correre contro un avversario invisibile e imprevedibile, dove la sicurezza dei componenti del Circus pesa molto più di un decimo guadagnato in pista.
Cieli chiusi e logistica di guerra: meccanici Ferrari bloccati
La situazione è precipitata rapidamente poche ore dopo la fine dei test. L’attacco iraniano a una base USA ha interrotto bruscamente i programmi tecnici, costringendo all’annullamento di sessioni cruciali per lo sviluppo degli pneumatici. Ma il vero dramma per la scuderia modenese si sta consumando sul fronte logistico: una parte dei meccanici Ferrari, rimasti bloccati in Medio Oriente nel tentativo di raggiungere Melbourne, sta vivendo ore di febbrile attesa. Il corridoio aereo tra Europa e Asia è ormai un imbuto ad altissimo rischio; con la rotta siberiana sbarrata da anni e l’autostrada centrale sopra l’Iran chiusa per motivi bellici, i vettori sono costretti a rotte di fortuna. Anche l’ultimo varco sopra Afghanistan e Pakistan appare ormai compromesso dalla guerra dichiarata da Islamabad.

Cieli chiusi e logistica di guerra: meccanici Ferrari bloccati – siciliapodistica.it (foto: profilo X Ferrari)
Il primo Gran Premio stagionale in Australia sembra destinato a disputarsi con i team ridotti ai minimi termini, ma è il futuro a breve termine a preoccupare seriamente la FIA. Le tappe previste per il 12 e 19 aprile in Bahrain e Arabia Saudita sono ufficialmente in bilico. Sebbene figurino ancora nel programma, la realtà dei fatti suggerisce un’imminente riorganizzazione del calendario. Il presidente Mohammed Ben Sulayem è stato categorico: la sicurezza guiderà ogni decisione, suggerendo che i prossimi eventi nell’area potrebbero subire rinvii o cancellazioni definitive. Per la Ferrari, la sfida non è più solo battere la McLaren di Norris, ma riuscire a portare i propri uomini fuori da un’area diventata improvvisamente una polveriera.








